Quando i migranti eravamo noi

Dopo l’ultima strage nel Mediterraneo, qualche commentatore ha proposto di far studiare a scuola la storia dell’emigrazione italiana. Che in realtà rientra da anni nei percorsi di storia, compressi in sole due (2) ore settimanali; non è facile affrontare contenuti che vadano oltre gli anni’50 /’60, anche se tanti insegnanti aprono delle “finestre” sulla seconda metà del 1900 e oltre.

Per questo ho deciso di prendere in esame l’ultima strage dell’immigrazione italiana, avvenuta a Mattmark, in Svizzera, il 30 …
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italiani brava gente - il mito Grecia, la strage di Domenikon

Domenikon, Tessaglia( Grecia centrale), 15 settembre 2009.
Gianpaolo Scarante, ambasciatore italiano ad Atene, assiste alla commemorazione dell’eccidio commesso dalle truppe italiane d’occupazione il 16 febbraio 1943: furono uccisi 150 civili maschi, di età compresa fra i 15 e gli 80 anni,

E’ la prima volta che un rappresentante dell’Italia prende parte alla cerimonia, a cui partecipano alcuni dei parenti delle vittime insieme alle autorità civili e militari greche, ma la stampa italiana non dà quasi …
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perfetti sconosciuti - paolo genovese

Ai miei lettori: è ancora estate, il sole qui a Modena è accecante e mi permetto una distrazione.

Ho consigliato spesso ai miei studenti di leggere qualche bel “ thriller”: è stata anche questa una strada per avviarli alla lettura.

Durante le ore di storia, ho proiettato video che presentavano sequenze della seconda guerra mondiale, ad esempio i bombardamenti e le loro conseguenze.

Adesso però mi accorgo che, quando mi propongono di andare a vedere un film con sequenze …
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Harambee di Matteo Richetti Matteo Richetti a Modena: “ Nemo propheta in patria “?

In luglio, salutando i miei lettori, avevo espresso l’intenzione di riprendere il discorso sui crimini di guerra italiani. In realtà, riprendo prima di quanto avevo pensato e con un argomento del tutto diverso.

Che cosa mi ha fatto cambiare idea ? Un episodio accaduto a Modena:

Il 16 luglio Matteo Richetti, nato nel 1974 a Sassuolo, deputato Pd dal marzo 2013, avrebbe dovuto parlare alla festa del partito democratico di …
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Italiani e crimini di guerra

A guerra conclusa, 8 paesi chiesero al nostro governo la consegna di quasi 2000 soldati, accusati di crimini di guerra: 750 la Jugoslavia, 180 la Grecia, 142 l’Albania, 30 la Francia, 12 l’URSS.

Altri 800 nostri militari furono ricercati da Usa e Gran Bretagna, mentre l’Etiopia chiese la consegna del maresciallo Badoglio e del viceré Graziani. (“Niente Norimberga, siamo italiani” di A. Papuzzi, La Stampa del 16-02-2011).

L’Italia però riuscì a garantire l’impunità dei suoi criminali di guerra
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Crimini di guerra italiani in Etiopia Crimini di guerra italiani – Etiopia 1937: 2000 cristiani uccisi

Mi spiace dover richiamare una frase di Goebbels, ma è innegabile che, quando scoppia una guerra, un numero imprecisato di bugie sommerga le nazioni: “Bugie prefabbricate o bugie involontarie che dilagano attraverso i mass media e che spesso entrano nella Storia.” ( A. Petacco, “Storia bugiarda”, Laterza, 1989, pag 3)

Questa considerazione include anche l’Italia ed il nostro esercito, anche se il mito degli italiani “brava gente” persiste …
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Salvatore Striano “Napoli milionaria”: una catena negativa si spezza

Estradato in Italia dalla Spagna, dove era in carcere per un giro di narcotraffico, Striano viene internato a Rebibbia, nel reparto di massima sicurezza. Qui deve guardarsi dai camorristi che ha sempre combattuto, sia pure con gli stessi metodi.

Dopo la notizia della morte della madre, trascorre due settimane di rabbia e di odio nei riguardi di tutti, finché Cosimo, l’ergastolano che organizza corsi per i compagni, gli propone di entrare nel laboratorio
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Salvatore Striano Grazie Shakespeare


In netto contrasto con i suggerimenti delle pagine dei giornali, che privilegiano la letteratura anglosassone, il libro che mi è piaciuto di più, in questi ultimi mesi, è stato “La tempesta di Sasà” di Salvatore Striano – Chiarelettere, 2016 –

Sullo sfondo del carcere di Rebibbia, in cui è stato detenuto dal 2001 al 2006, l’autore-protagonista racconta in modo avvincente come sia riuscito ad evitare un destino negativo, che per lui sembrava già segnato, grazie alla letteratura ed al
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smantellamento del pool antimafia Estate 1985 . L’uccisione di Montana e Cassarà

Nel corso del’estate 1985 Antonino Caponnetto e il suo pool persero due loro fidati collaboratori: Giuseppe Montana, commissario della squadra mobile di Palermo, ucciso dalla mafia il 28 luglio 1985, a 34 anni, e Antonio Cassarà, il carismatico capo della “ Mobile “ di Palermo, anch’egli ucciso da “Cosa nostra” 10 giorni dopo Montana.

Insieme a lui morì anche Roberto Antiochia, il giovane agente di polizia che aveva voluto …
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Caponnetto, Buscetta e i pentiti

Si visse una grande stagione a Palermo, dal 10 novembre 1983 all’estate 1985: per il pool fu un anno e mezzo di duro lavoro, anche 18 ore al giorno, e di successi .

Di sera Caponnetto si portava il lavoro in caserma, dove trascorse il suo primo Natale e il primo Capodanno palermitani, lontano dalla famiglia.

Inoltre, dato che aveva sottratto quattro persone al lavoro d’ufficio per assegnare loro processi di mafia, il Consigliere attribuì a se stesso molte inchieste …
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