Siria: Rivoluzione & massacro

“Un conto è raccontare una rivoluzione, diverso descrivere un massacro” – Domenico Quirico, incontro a Bra, 2 ottobre 2012

SIRIA: rivoluzione e massacro

Prima di presentare in estrema sintesi questi dieci anni di guerra in Siria, ritengo opportuno premettere alcuni dati, indispensabili per orientarsi:

  • Siria 2011: 21.800.000 di abitanti
  • Siria 2020: 5.500.000 persone sfollate all’esterno; 6.000.000 sfollati interni
  • Siria 2020: 500.000 persone risultano scomparse
  • Siria 2013-2017: oltre 13.000 detenuti politici sono stati impiccati, secondo un rapporto pubblicato da Amnesty International; 500.000 le vittime, fino a quando l’Onu ha potuto contarle. (1)

Città di Idlib, vicina al confine turco: lì “vivono” in condizioni terribili, 3.000.000 di siriani, in prevalenza sunniti, in fuga da altre zone della Siria. Dal primo dicembre 2019, gli attacchi congiunti di Mosca e Damasco hanno provocato 1.000.000 di nuovi sfollati e più di 200 vittime

Per l’Onu si tratta della peggior crisi umanitaria del secolo.

Ricchezze nel sottosuolo: 1/3 delle riserve mondiali di petrolio, di poco inferiori le riserve di gas.

Gli impianti di trasformazione del gas hanno un comodo sbocco sul mar Mediterraneo, evitando la circumnavigazione della penisola Arabica e il pagamento di pedaggi sul canale di Suez.

Presidente: Bashar al Assad, del Ba’th, (partito socialista della rinascita araba).

Il Ba’th, a cui aderiscono gli Sciiti, fu costituito in Siria nel 1953; in origine si proponeva la creazione di un’unica nazione araba di impronta socialista.(2)

Lo schema delle forze in campo è il seguente:

Governo di Bashar al Assad, sciita, (3) sostenuto da: Russia, Iran, Cina.

Opposizione sunnita, sostenuta da: Turchia (che non ha disdegnato accordi con la Russia, come vedremo), Arabia Saudita,USA, Fronte Islamico, Isis (il cui obiettivo è la creazione di uno Stato Islamico) Francia, da cui la Siria si rese indipendente nel 1944.

I civili non hanno trovato posto nella cronaca di guerra; in questo testo ne ricordò uno in particolare, ripromettendomi di ampliare il discorso.

Nota 1) L’Onu incrocia i propri dati sulle vittime con quelli delle Ong, da quando Razan Zaitouneh, avvocatessa siriana che documentava le violazioni dei diritti umani e dava un nome e un volto ai morti, è stata rapita nel 2013 a causa della sua attività.

Nota 2) Gli Sciiti, al potere con il partito Baath, sono il 12% della popolazione, i Sunniti il 70%, i cristiani il 10%. Le forti divergenze all’interno del partito portarono ad una contrapposizione ideologica e politica fra Siria e Iraq.

Nota 3) Nel 2000, Bashar al Assad succede al padre Hafiz al Assad e ne continua la politica autoritaria : il popolo chiede più democrazia, ma Assad manda l’esercito. E’ l’inizio della guerra civile.

2011. ALL’ORIGINE DELLA GUERRA

Nel 2011, sulla scia delle primavere arabe, alcune manifestazioni pacifiche contro il regime repressivo di Assad scoppiano a Deera, nel Sud della Siria, diffondendosi poi in tutto il paese. Lo slogan più diffuso è: “Dio, Siria, Libertà e basta”.

L’assassinio di Ghiath Matar 'Little Gandhi'

Daraya (alle porte di Damasco), 6 settembre 2011. Sei mesi dopo l’inizio delle proteste, i blindati del governo siriano circondano la città. Gli abitanti di Daraya, che sono stati uno dei punti di riferimento delle pacifiche proteste antigovernative, chiedono la fine del regime di Assad.

Fra coloro che resistono c’è anche Ghiath Matar 26 anni, soprannominato “Little Gandhi”, che esorta i suoi concittadini a considerare i soldati come fratelli: “Sono Siriani come noi.”

Ma i militari hanno l’ordine di fare tabula rasa, i disertori rischiano la pena capitale.

E a Daraya c’è una strage. Ghiath viene arrestato e il suo corpo senza vita, con evidenti segni di torture, viene abbandonato davanti alla casa dei suoi genitori.

In coincidenza con la reazione armata di Assad, le manifestazioni diventano violente, con il coinvolgimento di potenze internazionali e regionali.

Ciascuna di esse vede nella guerra l’occasione per espandersi, contrastare i rivali (ad esempio, sotto traccia c’è anche il duro confronto fra Iran e Israele), mentre i gruppi che rappresentano interessi locali, pur influenzando la dinamica del conflitto, sono gregari e non protagonisti.

Nel 2015 la Russia, interessata a stabilire una zona d’influenza nel Mediterraneo, interviene nella Siria occidentale a fianco degli sciiti di Assad.

Nel 2016 la Turchia, che da tempo sosteneva i ribelli sunniti, interviene militarmente a Nord di Aleppo e si estende fino a Nord –Ovest, arrivando a Idlib, dove consolida la sua influenza; salvo accordarsi con Mosca per la spartizione della città, secondo l’accordo aggiornato con l’intesa del 5 marzo 2020. Il resto è cronaca di questi giorni.

Trascuro il ruolo dell’insurrezione Jihadista, a cui si oppongono gli USA, che avevano fornito un appoggio decisivo ai Curdi.

Bambini siriani in fuga

Chiudo, al momento, con le parole di Padre Paolo Dall’Olio, gesuita romano, espulso nel 2012 dal regime di Damasco a causa del le sue denunce dei crimini sui civili.

(…)Bombardati dal cielo con i missili e dall’artiglieria pesante, siamo un popolo che ha perso tutto. (…) Se è vero che credo nell’azione non violenta, nella sua efficacia e nel suo valore morale, non credo invece al diritto di giudicare l’opzione di autodifesa armata delle vittime di un regime torturatore come questo, in un’indifferenza mondiale.” (4)

Tornato in Siria per riavviare un possibile dialogo, Padre dall’Olio è stato sequestrato. Dal 23 luglio 2013 non si hanno notizie di lui.

Fonti di riferimento:

  • Limes, “Dalla rivolta contro Assad al confronto fra potenze: nove anni di guerra in Siria.”, di Lorenzo Trombetta, 13-03-2020
  • Vita Internationale “La Siria entra nel decimo anno di guerra”, di Asmae Dachan,7-03-2020
  • Gariwo “Rasan e Ghiath, due giusti della Siria” di Shady Hamadi, 24-02-14
  • Vita Int.(cit)

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2 risposte to “Siria: Rivoluzione & massacro”

  1. Paolo Maurizio Dieghi

    Elementi fondamentali che mettono in evidenza la complessità della situazione e la prepotenza e atrocità dei poteri statali per tornaconti individuali ai danni della popolazione civile.

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