Un antidoto a “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese

perfetti sconosciuti - paolo genoveseAi miei lettori: è ancora estate, il sole qui a Modena è accecante e mi permetto una distrazione.

Ho consigliato spesso ai miei studenti di leggere qualche bel “ thriller”: è stata anche questa una strada per avviarli alla lettura.

Durante le ore di storia, ho proiettato video che presentavano sequenze della seconda guerra mondiale, ad esempio i bombardamenti e le loro conseguenze.

Adesso però mi accorgo che, quando mi propongono di andare a vedere un film con sequenze violente, fisiche o psicologiche, declino l’invito.

Basta con sangue e sofferenze, il mondo intorno a noi ne presenta troppe, anche se in Europa abbiamo il privilegio di più di 70 anni di pace.

No a film come “Il caso Spotlight”, “Suburra” , “Il diritto di uccidere” e simili !

Attirata dal passa-parola, sono andata a veder “Perfetti sconosciuti”, di Paolo Genovese.

Ho riso delle situazioni e delle battute, ho apprezzato la bravura degli attori e dello sceneggiatore. Ma il mattino seguente, sfumato il divertimento, è rimasto il senso di amaro che i comportamenti dei protagonisti trasmettono.

Come in altre occasioni, ho cercato fra le pagine del libro a cura di S. Usher “ L’arte delle lettere” un antidoto al vuoto psicologico. Trovato, anzi, trovati ! Steinbeck e Reagan ( un avvertimento su Reagan : abbandonate ogni pregiudiziale ideologica!).

Mi rendo conto che non rispetto la par condicio, ma sono gli uomini che hanno più bisogno di essere educati!

Comincio con un passo tratto dalla lettera” Ciò che c’è di buono non andrà perduto”, che J. Steinbeck scrisse nel 1958 al figlio Thomas, di 14 anni, innamorato di una coetanea: “(…) Innanzitutto, se sei innamorato è una bella cosa, forse la più bella che possa succedere a una persona. Non permettere a nessuno di sminuirla ai tuoi occhi. (…)
Poi: ci sono diversi tipi di amore. Può essere di un genere individualista, meschino, avido, egoista, che usa l’amore per presunzione. Questo è l’amore ignobile e dannoso. L’ altro tira fuori tutto ciò che di buono c’è in te: gentilezza, considerazione e rispetto – non solo il rispetto sociale, educato, ma quel rispetto più nobile che è il riconoscimento di un’altra persona come essere unico e prezioso. L’amore del primo tipo può stancarti, sminuirti e indebolirti, mentre il secondo può infonderti una forza, un coraggio, una bontà e perfino una saggezza che non sapevi di possedere.(…) Goditi questo amore, innanzitutto, e sii felice e riconoscente per quello che hai.(…)
E non aver paura di fallire. Se è la cosa giusta, succederà. L’importante è non avere fretta. Ciò che c’è di buono non andrà perduto.
Con affetto, Pà

Steinbeck non si commenta, si può solo rileggere!

Continuo con la lettera “Con amore, Papà” che Ronald Reagan scrisse nel giugno 1971 al figlio Michael, in occasione del suo matrimonio.

Naturalmente, le riflessioni di Reagan valgono oggi per tutte le forme di rapporto di coppia che hanno affiancato e/o sostituito il matrimonio tradizionale.

L’uomo che investe nel matrimonio solo la metà di quello che ha, riceverà in cambio altrettanto. Certo, ci saranno momenti in cui frequenterai qualcuno o ripenserai al passato, e ti chiederai se sei ancora all’altezza, ma lascia che ti dica che sfida avvincente sarà dimostrare la tua virilità e il tuo fascino con una sola donna per il resto della tua vita. (….) devi essere un vero uomo per continuare a farti amare e desiderare da una donna che ti ha sentito russare, che ti ha visto non rasato, che ti ha accudito quand’eri malato e ti ha lavato la biancheria sporca. Fai tutto ciò senza che lei smetta di provare un vivo sentimento d’amore, e sentirai una musica bellissima. (…)
Mike, tu sai meglio di molti altri cos’è una famiglia infelice e quanto male può fare.  Adesso hai l’occasione di fare le cose per bene. Non esiste felicità più grande per un uomo che quella di tornare a casa a fine giornata e sapere che dall’altra parte della porta c’è qualcuno che non aspetta altro che di sentire il rumore dei tuoi passi.
Con affetto, Papà

'<strong>L’arte delle lettere</strong>', a cura di <strong>Shaun Usher</strong>, Feltrinelli 2013

larte-delle-lettere“L’arte delle lettere” è un’eclettica raccolta di 125 lettere scritte da personaggi famosi in campo scientifico, artistico- letterario e politico. Come si legge nell’introduzione, “ è una celebrazione del potere della corrispondenza per iscritto che cattura tutto lo humour, la serietà, la tristezza e lo splendore delle nostre vite.”. Qualche esempio di questo eclettismo di fondo :” 11 sopravvissuti…urge piccola imbarcazione…”, il messaggio che il futuro Presidente Kennedy scrisse nell’ottobre 1943, dopo che la torpediniera che comandava era stata affondata dai giapponesi, O anche “ Il dolore passa, noi rimaniamo”, la lettera scritta da H. James a un amico che aveva subito un grave lutto. Oppure “ Gli scienziati pregano? “ la risposta di A. Einstein ad una bambina che lo aveva interrogato in proposito. Infine, last but not least: “Non toccategli i capelli”, inviata nel 1958 al Presidente Eisenhower, da tre fans di Elvis Presley, chiamato a svolgere il servizio militare.

P.S.: il prossimo articolo avrà per oggetto i crimini di guerra in Grecia.

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