Cuba 1962: nostalgia della guerra fredda?

Nostalgia della guerra fredda?Le guerre in corso nei territori che si affacciano sul bacino del Mediterraneo (trascurando per un momento gli altri focolai di conflitto), ci inducono talvolta a pensare con uno stato d’animo simile alla nostalgia al mondo più “ordinato” degli anni ’60, quando era in corso la guerra “fredda” fra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Ma gli equilibri del terrore potevano diventare estremamente fragili: vediamone un esempio.

“Un tizio di nome Vasili Arckhipov ha salvato il mondo”, disse il direttore dell’Archivio di Stato Usa, nel 2002, quando l’episodio che segue venne reso pubblico ( Il Post, 14/10/2012).

Il 27 ottobre 1962, durante la crisi dei missili di Cuba, il sottomarino B59, della Flotta Sovietica del nord, navigava in acque cubane. La sua missione ? Proteggere da attacchi americani le rotte degli 85 mercantili che avrebbero trasportato i missili balistici sovietici a Cuba.

La missione doveva essere portata a termine “con ogni mezzo”, compreso l’impiego dei siluri nucleari. Le comunicazioni del B59 con il comando della Marina Sovietica erano vietate.

sottomarino b59

In base agli ordini ricevuti, l’utilizzo dei siluri nucleari era subordinato al consenso di tre ufficiali: il comandante, il “secondo” e il commissario politico.

Ma le forze degli U.S.A., che avevano schierato la portaerei “Randolph” e undici cacciatorpediniere, localizzarono il sottomarino ai limiti delle acque territoriali cubane.

Alle 10 del 27 ottobre, le forze americane cominciarono un lancio di bombe di avvertimento contro il sommergibile. La reazione del comandante del B52 fu immediata: fece orientare la prua verso la portaerei d’appoggio, Randolph, dando ordine di aprire i portelli dei tubi lanciasiluri.

Vasili ArckhipovAll’interno del sottomarino si avviò un drammatico consulto fra il capitano,Valentin Savitsky e gli altri due ufficiali di bordo, Ivan Maslennikov e il “secondo” Vasili Arkhipov.

Il comandante Savitsky, ritenendo che fosse scoppiata la guerra fra le due grandi potenze, era pronto a dare il via alle procedure per il lancio dei siluri.

Vasili Arkhipov si oppose e prospettò un’alternativa: far riemergere il sommergibile ed attendere ordini da Mosca. La proposta fu accettata.

Il B52 riemerse e si arrese, dispiegando la bandiera rossa dell’ URSS, mentre gli americani ordinarono di abbandonare la zona: il sommergibile invertì la rotta per tornare a Murmansk.

Il “Niet” di Arkhipov aveva salvato il mondo dal conflitto nucleare: se un siluro nucleare fosse partito, la flotta americana sarebbe stata cancellata e niente avrebbe potuto fermare la guerra.

E’ una episodio esemplare ancor oggi, contro i fautori di una politica “muscolare”. 

 

Il discorso di John Kennedy durante la crisi dei missili di Cuba:

La nostalgia, quella vera.

 

<strong>Robert F. Kennedy</strong> ( 1925-1968)

robert_kennedyFra i protagonisti della crisi di Cuba ci fu Robert Kennedy, detto Bobby, fratello di John, suo primo consigliere e Ministro della giustizia.

Come Attoney General, Robert Kennedy si impegnò perché il governo federale sostenesse il Movimento per i diritti civili. Inviò truppe federali all’Università del Mississipi per garantire l’integrazione degli studenti afro-americani e agenti federali a protezione dei Freedom Riders ( bianchi e neri che viaggiavano insieme a bordo di autobus delle linee Greyhound, andando contro le leggi degli Stati segregazionisti).

Il 5 giugno 1968, al termine del discorso con cui aveva festeggiato la vittoria alle primarie del Partito Democratico in California, Kennedy fu colpito a morte da Sirhan Sirhan, all’hotel Ambassador di Los Angeles. Morì il giorno successivo. ( Rose Kennedy, “Raccogliamo l’eredità di Bob Kennedy“, Il Fatto quotidiano.it, 6 giugno 2001)

 

Jeff Session

jeff_sessionsMinistro della giustizia di Donald Trump.

Senatore dell’Alabama, trent’anni fa il Congresso bocciò la sua nomina a giudice federale per accuse di razzismo verso gli afroamericani.

Ha votato contro ogni legge che potesse aiutare a risolvere il problema dei milioni di immigrati senza documenti. ( La Stampa,19/XI/16 )

Fonti

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