perfetti sconosciuti - paolo genovese

Ai miei lettori: è ancora estate, il sole qui a Modena è accecante e mi permetto una distrazione.

Ho consigliato spesso ai miei studenti di leggere qualche bel “ thriller”: è stata anche questa una strada per avviarli alla lettura.

Durante le ore di storia, ho proiettato video che presentavano sequenze della seconda guerra mondiale, ad esempio i bombardamenti e le loro conseguenze.

Adesso però mi accorgo che, quando mi propongono di andare a vedere un film con sequenze …
Continua a leggere

Harambee di Matteo Richetti Matteo Richetti a Modena: “ Nemo propheta in patria “?

In luglio, salutando i miei lettori, avevo espresso l’intenzione di riprendere il discorso sui crimini di guerra italiani. In realtà, riprendo prima di quanto avevo pensato e con un argomento del tutto diverso.

Che cosa mi ha fatto cambiare idea ? Un episodio accaduto a Modena:

Il 16 luglio Matteo Richetti, nato nel 1974 a Sassuolo, deputato Pd dal marzo 2013, avrebbe dovuto parlare alla festa del partito democratico di …
Continua a leggere

Italiani e crimini di guerra

A guerra conclusa, 8 paesi chiesero al nostro governo la consegna di quasi 2000 soldati, accusati di crimini di guerra: 750 la Jugoslavia, 180 la Grecia, 142 l’Albania, 30 la Francia, 12 l’URSS.

Altri 800 nostri militari furono ricercati da Usa e Gran Bretagna, mentre l’Etiopia chiese la consegna del maresciallo Badoglio e del viceré Graziani. (“Niente Norimberga, siamo italiani” di A. Papuzzi, La Stampa del 16-02-2011).

L’Italia però riuscì a garantire l’impunità dei suoi criminali di guerra
Continua a leggere

Crimini di guerra italiani in Etiopia Crimini di guerra italiani – Etiopia 1937: 2000 cristiani uccisi “Ripetete insistentemente una bugia e diverrà la verità”Joseph Goebbels

Mi spiace dover richiamare una frase di Goebbels, ma è innegabile che, quando scoppia una guerra, un numero imprecisato di bugie sommerga le nazioni: “Bugie prefabbricate o bugie involontarie che dilagano attraverso i mass media e che spesso entrano nella Storia.” ( A. Petacco, “Storia bugiarda”, Laterza, 1989, pag 3)

Questa considerazione include anche l’Italia ed il nostro …
Continua a leggere

Salvatore Striano “Avremmo trovato noi stessi, se non avessimo trovato prima l’isola che è il carcere, e su di essa quest’altra isola che è il teatro?”Salvatore Striano, La tempesta di Sasà, Chiarelettere, 2016 “Napoli milionaria”: una catena negativa si spezza

Estradato in Italia dalla Spagna, dove era in carcere per un giro di narcotraffico, Striano viene internato a Rebibbia, nel reparto di massima sicurezza. Qui deve guardarsi dai camorristi che ha sempre combattuto, sia pure con gli stessi metodi.

Dopo la …
Continua a leggere

Salvatore Striano Grazie Shakespeare


In netto contrasto con i suggerimenti delle pagine dei giornali, che privilegiano la letteratura anglosassone, il libro che mi è piaciuto di più, in questi ultimi mesi, è stato “La tempesta di Sasà” di Salvatore Striano – Chiarelettere, 2016 –

Sullo sfondo del carcere di Rebibbia, in cui è stato detenuto dal 2001 al 2006, l’autore-protagonista racconta in modo avvincente come sia riuscito ad evitare un destino negativo, che per lui sembrava già segnato, grazie alla letteratura ed al
Continua a leggere

smantellamento del pool antimafia Estate 1985 . L’uccisione di Montana e Cassarà

Nel corso del’estate 1985 Antonino Caponnetto e il suo pool persero due loro fidati collaboratori: Giuseppe Montana, commissario della squadra mobile di Palermo, ucciso dalla mafia il 28 luglio 1985, a 34 anni, e Antonio Cassarà, il carismatico capo della “ Mobile “ di Palermo, anch’egli ucciso da “Cosa nostra” 10 giorni dopo Montana.

Insieme a lui morì anche Roberto Antiochia, il giovane agente di polizia che aveva voluto …
Continua a leggere

Caponnetto, Buscetta e i pentiti

Si visse una grande stagione a Palermo, dal 10 novembre 1983 all’estate 1985: per il pool fu un anno e mezzo di duro lavoro, anche 18 ore al giorno, e di successi .

Di sera Caponnetto si portava il lavoro in caserma, dove trascorse il suo primo Natale e il primo Capodanno palermitani, lontano dalla famiglia.

Inoltre, dato che aveva sottratto quattro persone al lavoro d’ufficio per assegnare loro processi di mafia, il Consigliere attribuì a se stesso molte inchieste …
Continua a leggere

Caponnetto e il pool antimafia

Antonino Caponnetto “I miei giorni a Palermo – Storie di mafia e di giustizia raccontate a Saverio Lodato”, Garzanti, 1992

“Io ho un ricordo : quando Falcone, quando Borsellino, o Di Lello, o Guarnotta, dicevano, magari di fronte all’incalzare delle domande dei giornalisti: ‘Il Consigliere ha deciso… Il Consigliere ha detto…’ non aggiungevano mai il nome, Caponnetto. Come se fossero sull’attenti di fronte a un generale per il quale provavano assoluto rispetto proprio perché nutrivano una fiducia illimitata. Chi ha …
Continua a leggere

Solo bagaglio a mano Ai miei lettoriQuest’anno ricorre l’anniversario del primo grande processo alla mafia siciliana ( 1986): per contribuire a ricordarlo mi piacerebbe presentare qualche bella testimonianza che ho letto in proposito, ma è un obiettivo che richiede tempo. Intanto, su tutt’altra tematica, propongo un libro tascabile e ricco di spunti: “Solo bagaglio a mano”.

In Corea del Sud, il giornalista di “Repubblica” Gabriele Romagnoli si è sottoposto ad un esperimento: è stato al proprio funerale e, nel corso di una intera …
Continua a leggere